I Maggi Drammatici
Il Maggio drammatico è una manifestazione popolare di origine medievale legata alle ritualità del mondo contadino per la fine dell’inverno che si esplica in rappresentazioni sceniche, in quartine di ottonari cantati su una base di una melodia fissa (che si ripete invariata non solo per tutto il Maggio, ma che è sempre identica anche per ogni altro componimento), sulla quale il maggiante ha la possibilità di fare variazioni tonali, rispettandone però rigorosamente la struttura metrica.
In genere si rappresentano storie cavalleresche, ma anche temi di opere liriche e di tragedie classiche. Nasce nella Toscana occidentale e dall'Appennino si diffonde all'Emilia, nel reggiano e nel modenese.
Attualmente, è una tradizione portata avanti da poche realtà, ma se si guarda la Toscana dell'Ottocento, escluse le grandi città, in tutti i paesi dalla Lucchesia e delle province di Pisa e di Livorno si rappresentavano i Maggi.
Il Maggio si rappresentava essenzialmente all'aperto: oltre ai maggi itineranti, con squadre di ragazzi che andavano di borgo in borgo, di casa in casa, il maggio drammatico si rappresentava nei castagneti o nelle piazze, con il pubblico disposto tutto intorno; nel pisano comunque, già intorno alla metà dell'Ottocento, si edificarono teatri appositamente per il Maggio.
I maggi, infatti, sono stati per secoli uno degli intrattenimenti più apprezzati dalle classi popolari e della nascente borghesia. I temi trattati, il particolare canto monodico con cui venivano recitati, le modalità di diffusione sia nella società alta che nel volgo, sono una caratteristica che ha pochi eguali con altre tipologie di intrattenimento.
Nell'archivio storico di Vicopisano si sono conservati diversi libretti contenenti maggi che venivano consegnati alle autorità per il visto di censura: sono le copie che il Delegato di Governo aveva l’obbligo di vidimare onde evitare la diffusione di testi che potessero contenere temi politici pericolosi per il Governo Granducale, soprattutto dopo il burrascoso periodo del 1848.
In genere si rappresentano storie cavalleresche, ma anche temi di opere liriche e di tragedie classiche. Nasce nella Toscana occidentale e dall'Appennino si diffonde all'Emilia, nel reggiano e nel modenese.
Attualmente, è una tradizione portata avanti da poche realtà, ma se si guarda la Toscana dell'Ottocento, escluse le grandi città, in tutti i paesi dalla Lucchesia e delle province di Pisa e di Livorno si rappresentavano i Maggi.
Il Maggio si rappresentava essenzialmente all'aperto: oltre ai maggi itineranti, con squadre di ragazzi che andavano di borgo in borgo, di casa in casa, il maggio drammatico si rappresentava nei castagneti o nelle piazze, con il pubblico disposto tutto intorno; nel pisano comunque, già intorno alla metà dell'Ottocento, si edificarono teatri appositamente per il Maggio.
I maggi, infatti, sono stati per secoli uno degli intrattenimenti più apprezzati dalle classi popolari e della nascente borghesia. I temi trattati, il particolare canto monodico con cui venivano recitati, le modalità di diffusione sia nella società alta che nel volgo, sono una caratteristica che ha pochi eguali con altre tipologie di intrattenimento.
Nell'archivio storico di Vicopisano si sono conservati diversi libretti contenenti maggi che venivano consegnati alle autorità per il visto di censura: sono le copie che il Delegato di Governo aveva l’obbligo di vidimare onde evitare la diffusione di testi che potessero contenere temi politici pericolosi per il Governo Granducale, soprattutto dopo il burrascoso periodo del 1848.
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