Le pergamene ritrovate
Il fenomeno del riciclo del materiale pergamenaceo manoscritto si riscontra in Italia dal 1500 fino alla metà del 1600 e si concretizza nella pratica di utilizzare fogli di codici medievali non più in uso, sia liturgici che di altro genere, per rilegare materiale (nel nostro caso le filze) contemporaneo: questa scelta era dovuta alla indubbia resistenza del materiale membranaceo che aveva la durabilità e la duttilità necessarie a proteggere i documenti che dovevano essere rilegati.
I legatori, quindi, apprezzavano molto le pergamene da riciclare e se ne servivano per avvolgere, come coperte, registri di varia misura che raccoglievano gli atti o per rinforzare varie componenti delle legature degli stessi. L’utilizzo delle pergamene, comunemente dette di “riuso” è ovviamente connesso al decadere del codice manoscritto e al diffondersi della stampa.
Come è noto il libro a stampa appare a partire dalla metà del 400 con i primi “incunaboli”, ma è soprattutto dopo il sec. XVI, grazie alla diffusione della stampa e al conseguente rapido ricambio di libri più diffusamente utilizzati, come quelli universitari e quelli liturgici, avviene, dunque, che i manoscritti non servono più, vanno fuori mercato e vengono venduti a peso.
Non valgono più per i loro contenuti, ma per la preziosa e costosa materia con cui sono fatti; ecco che vengono considerati solo per la resistenza della pergamena e, quindi, entrano a far parte dei materiali da riciclare (rielaborato da: “Pergamene di riuso nelle legature antiche; smontare o lasciare in situ?” di CECILIA PROSPERI).
Per quanto riguarda il nostro archivio le operazioni di rilegatura avvenivano a Firenze quando, alla fine del semestre, gli atti vicariali venivano inviati nella capitale per le previste operazioni di vidimazione e controllo. Per questo motivo il materiale utilizzato è di certa ed esclusiva provenienza fiorentina.
Questo fenomeno di riuso si concentra in un lasso abbastanza ristretto di anni e va a caratterizzare esclusivamente alcune filze criminali in un arco cronologico di 20 anni attorno alla metà del 500. Nelle filze del civile non troviamo tale utilizzo e ciò potrebbe essere dovuto a svariati fattori, legati comunque al fatto che questa documentazione era solita essere decorata con lo stemma del vicario, per cui agli illustratori era necessario avere una pergamena “bianca”, sgombra da scritte che potessero ostacolare la visione dello stemma familiare.
I legatori, quindi, apprezzavano molto le pergamene da riciclare e se ne servivano per avvolgere, come coperte, registri di varia misura che raccoglievano gli atti o per rinforzare varie componenti delle legature degli stessi. L’utilizzo delle pergamene, comunemente dette di “riuso” è ovviamente connesso al decadere del codice manoscritto e al diffondersi della stampa.
Come è noto il libro a stampa appare a partire dalla metà del 400 con i primi “incunaboli”, ma è soprattutto dopo il sec. XVI, grazie alla diffusione della stampa e al conseguente rapido ricambio di libri più diffusamente utilizzati, come quelli universitari e quelli liturgici, avviene, dunque, che i manoscritti non servono più, vanno fuori mercato e vengono venduti a peso.
Non valgono più per i loro contenuti, ma per la preziosa e costosa materia con cui sono fatti; ecco che vengono considerati solo per la resistenza della pergamena e, quindi, entrano a far parte dei materiali da riciclare (rielaborato da: “Pergamene di riuso nelle legature antiche; smontare o lasciare in situ?” di CECILIA PROSPERI).
Per quanto riguarda il nostro archivio le operazioni di rilegatura avvenivano a Firenze quando, alla fine del semestre, gli atti vicariali venivano inviati nella capitale per le previste operazioni di vidimazione e controllo. Per questo motivo il materiale utilizzato è di certa ed esclusiva provenienza fiorentina.
Questo fenomeno di riuso si concentra in un lasso abbastanza ristretto di anni e va a caratterizzare esclusivamente alcune filze criminali in un arco cronologico di 20 anni attorno alla metà del 500. Nelle filze del civile non troviamo tale utilizzo e ciò potrebbe essere dovuto a svariati fattori, legati comunque al fatto che questa documentazione era solita essere decorata con lo stemma del vicario, per cui agli illustratori era necessario avere una pergamena “bianca”, sgombra da scritte che potessero ostacolare la visione dello stemma familiare.
Collection Items
Atto di rescritto di un notaio apostolico
Atto notarile in corsivo tardo quattrocentesco. La pergamena fittamente scritta è prodotta da un notaio della cancelleria apostolica di cui spicca il signus con le chiavi decussate. Il testo imponente per densità e lunghezza doveva riguardare una…
Libro dei Salmi, Salmo di Davide
Foglio membranaceo a guardia del libro di sentenze allegato alla filza 691 (13), Atti criminali dei descritti del 1580. Il foglio contiene il Salmo di Davide 142 (in parte), 143, 144 (in parte).
Brano in latino sugli eretici e gli ipocriti
Foglio membranaceo contenente un brano in latino in minuscola carolina che tratta degli ipocriti e degli eretici. Sul margine superiore del foglio è segnata in rosso l’indicazione: “LIBER XVIII". Il fogli, a coperta della filza 613 (53) del…
Brano in latino di argomento religioso
Pergamena a coperta della filza 627 (67) del 1564 recante in minuscola carolina, databile alla fine del XII secolo, un brano in latino di argomento religioso. Il testo è diviso in brevi paragrafi, ciascuno dei quali è preceduto da un titolo in…
Notturno della seconda domenica dopo Pasqua
Foglio membranaceo a coperta della filza 638 (78) del 1567 recante in scrittura carolina il testo del secondo e terzo Notturno della seconda domenica dopo Pasqua. É caratterizzato da due capilettera miniati raffiguranti le lettere “A” e “L”.
Testo giuridico
Foglio membranaceo, corroso dall’umidità, con su scritto in caratteri gotici su due colonne un testo giuridico.
Sermone sui Vangeli
Foglio membranaceo usato come coperta della filza 596 (7) del 1555 contenente un sermone sul Vangelo in scrittura minuscola carolina tarda.
Brano di grammatica latina per lo studio della coniugazione dei verbi irregolari
Brano di grammatica latina in caratteri gotici librari utilizzato come foglio di guardia della filza 662 (102) del 1573.
Brano della prima novella, quarta giornata del Decameron di Giovanni Boccaccio
Foglio membranaceo a guardia della filza 611 (51) del 1560 recante un brano in caratteri corsivi umanistici della prima novella, della quarta giornata del Decameron dal titolo "Tancredi, prenze di Salerno, uccide l’amante della figliuola e mandale…
Parole e musica del Kirye Gloria e Credo
Foglio di messale con parole e musica del Kirye Gloria e Credo in scrittura gotica posto a coperta della filza 597 (37) del 1556.
Brano del testo biblico dei Maccabei
Foglio membranaceo usato come coperta della filza 578 (17) del 1549 recante, in scrittura carolina minuscola, un brano del testo biblico dei Maccabei (2 Mc. 14-15).
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